La tristezza del Buon Natale
Fuori tira vento. Un ventaccio terribile che provoca un concerto di fischi proprio sotto la finestra della stanza da letto. Alla fine del tg dedicato all'impiccagione di Saddam Hoessein la signorina del meteo consiglia di restare in casa per quanto sia possibile. E di non parcheggiare sotto gli alberi. Non si sa mai con questo vento.L'unica luce nella stanza viene dallo schermo del pc, che tranne le mie dita, mi fa intravedere la coppetta con l'ultimo pò di Häagen-Dazs che mi era rimasto nel congelatore. Ed è proprio vero come dice la pubblicità: questo gelato non si scioglie come gli altri, in modo da potertelo gustare con un'intensità molto più grande.
Squilla il telefono.
-"È morta la zia Rosa."
Stava male, la zia. Una grave forma di artrosi si era impossessata del suo corpo e ora mai aveva perso ogni controllo della sua vita. Una cosa del genere è sempre dolorosa. Ma il dolore al quale si può dare un significato è molto più leggero da sopportare. Per noi almeno. Perchè per lo zio che ha speso una vita intera a dedicare ogni momento alla zia il dolore è pesante ugualmente. E magari sarà pure cliché: la vita va avanti. Non c'è niente da fare.
Il tg di tarda sera è finito. Ma il vento continua a tirare. Il letto chiama. Anche se già so che mi trovo davanti ad una notte da passare ad occhi aperti.